iPhone, cronaca di una morte annunciata?

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Assenza di segnale: il punto per il lettore della domenica

iphone hacked Basta, dicono in molti, non se ne può più. Internet, radio, TV e stampa non fanno altro che parlare della prima creazione telefonica di Cupertino scordandosi di tutto il resto come il tempo si fosse fermato a gennaio di quest'anno quando il padre-padrone della Mela, Steve Jobs, annunciava la rivoluzionaria creatura, tanto potente da oscurare il nuovo sistema operativo, Leopard, che ha addirittura subito dei ritardi nella commercializzazione. Dopo alcuni mesi di monopolio assoluto dell'informazione le pecche del mirabolante dispositivo con la mela dentro sono emerse prepotentemente.

E questo non certo per problematiche tecniche ma per scelte del costruttore americano che ha deciso di blindare il suo gioiello e di concederlo, gentilmente, solo a quegli operatori che fossero disposti a pagare parte del traffico generato con il dispositivo medesimo all'azienda californiana. At&t è stato il primo gestore a sottostare alle condizioni di Apple, offrendo in anteprima mondiale iPhone. Le vendite, da fine giugno, sono subito decollate nonostante il blocco dell'operatore, specialmente con l'intento di inondare il vecchio continente con il desideratissimo telefono, molto prima che lo stesso potesse essere commercializzato in Europa. L'operazione ha avuto successo tanto che immediatamente gli hacker si sono mossi alla ricerca dell'unlock, prima tentato dal punto di vista dell'hardware, poi da quello software. Erano i tempi delle prima versioni del firmware, culminate con la 1.0.2, ultima che permette uno sblocco relativamente immediato. Con la versione 1.1.1 le cose sono, per il momento, cambiate ma lungi dalle intenzioni degli "abusivi" europei qualsiasi tentativo di aggiornamento.

Ora pare che anche Inghilterra e Germania avranno, il 9 novembre, il loro legittimo iPhone che, come sappiamo, è passato al solo formato da 8 GB e il cui prezzo è stato fissato in circa 400 euro per l'Europa (399 dollari per l'America, con la solita politica dollaro=euro). Ma perché il device Apple è così diverso dagli standard europei? In primis manca la connettività UMTS, quindi a maggior ragione lo standard HSDPA, dato che lo zio Steve dice che EDGE va più che bene, è veloce abbastanza e consuma meno (ricordate lo slogan life is random in occasione dell'iPod shuffle?). Secondariamente mancano gli MMS che in America rimpiazzano con le mail ma che da noi sono un fenomeno ormai maturo. La connessione è garantita dal Wi-Fi, ottima connettività ma che, specialmente da noi in Italia, non è così diffusa e quindi affidabile. E' necessaria, quindi, una tariffa flat per le connessioni che il gestore dovrà offrire, sempre se dotato di rete EDGE (in Italia solo Tim).

La bellezza e funzionalità del dispositivo potrebbero, quindi, lasciar spazio a valutazioni spiccatamente di ordine economico e di opportunità che ne decreterebbero la prematura morte in un mercato diverso com'è quello europeo. A nulla valgono le stime di vendita, circa 1 milione di pezzi con ben 20.000 sblocchi, se anche un costruttore come HTC annuncia che il suo ultimo Touch (P3450) è riuscito a vendere ben 800.000 unità in poche settimane dal lancio. Per il 2008 si parla già di iPhone Extreme o di iPhone 2.0, dotato di quelle feature tanto care all'Europa come possono essere gli MMS, una fotocamera più prestazionale, navigatore GPS e il supporto alla rete 3G. Solo in questo caso Apple riceverebbe nuovo vigore per il suo primo telefono, onde evitarne una morte prematura ma, alla luce dei fatti, annunciata.

Non per nulla costruttori storici come Nokia, Sony Ericsson, Samsung, Motorola, la stessa HTC, segmentano estremamente il mercato, alla ricerca di un ampio ventaglio di consumatori per i loro prodotti. La stessa cosa dovrebbe fare Apple che, ovviamente, ancora non ha l'esperienza per un mercato così diverso da quello di personal computer o lettori musicali. E nel frattempo nessuno sta dormendo, come ha dimostrato Nokia con il suo simil-iPhone (N96?) visto in una recente presentazione, fiera di copiare le cose ben riuscite che ci sono sul mercato, per parola dello stesso top manager Anssi Vanjoki.

A novembre vedremo la reazione del vero mercato europeo allo sbarco del dispositivo d'oltre oceano che viene a cercare l'America nel vecchio continente. E non è detto che le sorprese siano finite qui: un nuovo aggiornamento del firmware potrebbe svelare delle sorprese ad oggi inattese ma necessarie ad evitare ad iPhone un decesso inatteso ma probabile.

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