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WiMAX sì ma…all’italiana

Venerdì 12 Ottobre 2007, 15:00 in News di
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No al digital divide si dice da più parti ma quando si parla di costi e ricavi allora si aspetta un attimo, è necessario mettersi d'accordo. Dal dial-up all'ADSL i collegamenti a Internet ne hanno fatta di strada negli ultimi anni e molta ne stanno facendo con gli ultimi ritrovati UMTS, HSDPA o HSUPA che siano. E con l'ADSL venne il Wi-Fi, splendida tecnologia che ci ha liberati dei fastidiosi cavi e ci permette di utilizzare il nostro computer, ma anche diversi dispositivi mobili più piccoli, in tutta libertà. Già ma dove? Dove c'è copertura e, come sappiamo, il nostro Paese non è certo famoso per la vasta copertura di "onde da web".

La chiave i lettura del nuovo WiMAX, così come è stato recentemente partorito in Italia, è proprio da ricercarsi nelle nuove tecnologie mobili che consentono, da un lato, un collegamento alla rete dal proprio telefonino o PC Card ma, dall'altro, lo fanno ad elevati costi e con evidenti limitazioni. Ebbene se i signori che gestiscono questo business sono gli stessi che gestiranno il nuovo wireless, nato per combattere gli esclusi da Internet, allora iniziamo male questa nuova avventura.

La gara per l''assegnazione per le 35 frequenze WiMAX è iniziata ieri per manio del ministro dele Comunicazioni Paolo Gentiloni che ha dichiarato "E' una tappa fondamentale per garantire il diritto all'accesso alla Rete come servizio universale. Questo governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle Tlc ed a favorire l'innovazione tecnologica del nostro Paese".

Delle 35 licenze in asta per 14 di esse potranno concorrere tutti gli operatori. Si tratta di 2 licenze per ciascuna macroarea (7 in totale) che raggruppa più regioni. Per le restanti 21, aggiudicate su base regionale, potranno concorrere solo gli operatori non attivi nel sistema UMTS. La base d'asta ammonta, per le 35 licenze, a 45 milioni di euro ma con cifre molto differenti in base al tipo di licenza: dai quasi 3,5 milioni di euro per la macroarea Friuli VG-Veneto-Emilia Romagna-Marche ai 40.000 euro per ottenere la licenza regionale della Val d'Aosta.

Chi otterrà la licenza potrà utilizzarla per 15 anni a partire dalla data di assegnazione. La stessa non è rinnovabile ma non è cedibile a terzi senza previa autorizzazione del ministero. Le tempistiche? Entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando, prevista per la prossima settimana, sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della comunità europea saranno presentabili le domande di partecipazione. Entro i successivi 15 giorni il ministero effettuerà le valutazioni e comunicherà l'elenco dei soggetti ammessi alla gara. Nei successivi 30 giorni è prevista la presentazione delle offerte da parte dei soggetti ammessi alla gara. L'apertura delle buste potrebbe avvenire attorno alla fine del mese di gennaio 2008.

Le perplessità in merito al tipo di assegnazione scelto nascono dal fatto che è molto probabile che i maggiori investimenti che si potranno dedicare al WiMAX saranno operabili da quelle società che già oggi offrono tecnologie wireless "concorrenti". Delle due l'una: o i costi saranno equiparabili a quelli attuali e il WiMAX si rivelerà un buco nell'acqua come alternativa possibile all'esistente o saranno inferiori a quelli attuali e risulteranno così essere "antieconomici" per chi dovrà sviluppare una nuova rete per offrire qualcosa che c'è già e, quel che è peggio, costa di più.

Il buon proposito di ridurre il divario digitale nel nostro Paese potrebbe essere vanificato, ancora una volta, da una logica orientata al massimo profitto e alla scarsa, o scarsissima, considerazione per gli interessi del cittadino. E per chi sbaglia o non utilizza la licenza acquisita è previsto il solo obbligo di rivenderla, con un'ulteriore dilatazione dei tempi. Eliminare il digital divide significherebbe mettere a disposizione una connettività wireless per tutti applicando un canone annuale fisso, esattamente come accade oggi per la televisione. Uno, o più, televisori presunti per ogni abitazione negli anni ‘80/'90 equivalgono a uno, o più, computer presenti nelle famiglie italiane nei prossimi (pochi) anni.

 

Non tutti sanno che…

WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo e che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili (BWA - Broadband Wireless Access). La possibilità di essere utilizzato su qualsiasi tipo di territorio la rende competitiva sul mercato per ogni tipo di utenza: aziendale o privata. WiMAX è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza (cioè porzioni dello spettro frequenziale assegnate in uso esclusivo dalle istituzioni governative preposte a enti e aziende, solitamente dietro compenso) che su bande "non licenziate" (cioè su frequenze per il cui utilizzo non vi è alcun pagamento). La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbps in aree metropolitane, utilizzando una tecnologia che non richiede la visibilità ottica tra le stazioni. L'acronimo è stato definito da WiMAX Forum, consorzio formato da più di 420 aziende, il cui scopo è sviluppare, supervisionare, promuovere e testare l’interoperabilità di sistemi basati sullo standard IEEE 802.16 conosciuto anche come WirelessMAN (Wireless Metropolitan Area Network).


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2 commenti
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13 Ott 2007
alle 18:50

salpetti

Il WiMax è, secondo me, la chiave per un accesso globale e aperto a Internet, ovvero un importante strumento a servizio della democraza. L’Italia è già arrivata tardi, ora rischia di trasformare questa occasione nel solito “affare all’italiana” in cui a spartirsi i benefici sono in pochi a discapito dei cittadini.
Insomma, speriamo che non avvenga che “tutto cambia per non far cambiare nulla”.

salpetti.wordpress.com

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12 Ott 2007
alle 21:23

Stefano Caridi

Bastava imporre che l'accesso a WiMax fosse garantito in offerta FLAT senza limiti di connessioni simultanee (come fa Fastweb), che il prezzo nun superasse troppo quello dell'ADSL fissa e che l servizio fosse decente...

Google offre la Wi-Fi gratuita... in Italia non si riesce neanche a fare un bando mettendo al primo posto i consumatori 

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