Entra nella sfera del futuro mobile
Trovate l’intruso al governo nella foto: no sbagliato, non è Silvio Berlusconi come molti di voi avranno maliziosamente pensato. Fatto sta che è appena iniziato, questo Governo Berlusconi quater e già pare aver messo a terra il piede sbagliato. Come perché? Un Ministro delle Repubblica italiana, precisamente la ministra dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, è stato pizzicato con un iPhone che sappiamo benissimo non essere (al momento) ufficialmente disponibile nel nostro territorio nazionale.
E, di più, lo smartphone targato Apple non è liberamente vendibile se non con un contratto legato agli operatori mobili degli stati ove è legittimamente venduto. Certo, per un periodo lo si poteva trovare SIM free, ad esempio in Francia, ma non crediamo sia questo il caso.
Il dialogo tra i due è sicuramente stato il seguente: Prestigiacoma: “Oh Silvio, guarda che cos’ho qui”, Silvione: “Che cos’è quella roba?”. Prestigiacoma: “E’ l’Phone, quel telefono lì con la mela. Oh, ne parlano tutti! Che non lo conosci?”. Silvione: “No scusa, io non mi interesso di questioni non direttamente inerenti alla politica e al calcio”. Prestigiacoma: “Peccato, volevo prenderne uno su eBay anche per te, ma ti lascio al tuo Nokia 1110”.
E non pensino di venirci a dire ora che la SIM non è italiana oppure che il terminale è stato legittimamente acquistato all’estero, senza vincoli con alcun operatore. Tant’è che la foto del melafonino nell’aula di Montecitorio, apparsa stamattina sulle pagine di un quotidiano nazionale, non è assolutamente passata inosservata e ha suscitato parecchio clamore in rete nelle ultime ore.
Nessuno ha elementi sufficienti per poter giudicare, è ovvio, ma molto probabilmente si tratta di un apparecchio crackato, e fin qui siamo nella “normalità” degli ultimi tempi, ma da un Ministro del Governo, mica da un techomaniaco qualunque. Ministro che ricopre un ruolo istituzionale importantissimo, fondamentale, e inizia dando, forse, l’esempio sbagliato ai quasi 60 milioni di italiani che si sentiranno legittimati a sbloccare l’iPhone (reato gravissimo) e a fare chissà che cos’altro, dato che lo fanno anche nelle alte sfere del potere. No, così non va, e che cribbio. Io, a questo giuoco al massacro, non ci sto!
E’ chiaro che l’episodio non è dei più gravi accaduti, ci mancherebbe, però viene in qualche modo a mancare, a vacillare, quella legittimità, quel senso del dovere che da sempre viene richiesto ai cittadini e di cui spesso la casta se ne infischia. Ci chiediamo se seguiranno notizie in merito al presunto sblocco di iPhone a palazzo Chigi. Per adesso sappiamo che…così fan tutti. Se c’era ulteriore bisogno l’episodio di ieri non ha fatto altro che ribadire l’iPhonecrazia, stavolta nel vero senso della parola.
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alle 10:39
Maxx
Sì certo, assolutamente, però il discorso andrebbe rovesciato: è la casta a dover fare le leggi e a doverle fare applicare sanzionando eventuali violazioni. Noi dobbiamo ripettare ciò che loro decidono, non sono loro a doversi adeguare a quello che facciamo noi. Anzi loro, quei cattivoni degli iPhone crackers.