Entra nella sfera del futuro mobile
Beta 5 per la SDK di Apple messa a disposizione oggi, nuova immagine, nuovo fake del melafonino, Tim, Vodafone, Bernabè, Sarin, Bertoluzzo ci si è messo pure Studio Aperto ieri: oh ma che succede? Stiamo impazzendo tutti?
A un giorno dall’annuncio di iPhone in Italia (sì ma ancora una volta io chiedo: quando arriverà effettivamente?) molti siti sono, giustamente, a far considerazioni sull’impatto, sul mercato, sulle strategie, sul futuro. No, io no, io non le faccio: primo perché non sono un’analista ma un umile scribacchino del web e secondo perché, dopotutto, non ce ne sono molte da fare.
C’è troppo iPhone in rete, fuori dalla rete, nell’aria? I negozi vendono quello “vecchio” a prezzi esorbitanti? In giro non si trova più? Oh no, non ve la prendete con noi: è tutta colpa vostra. E’ un circolo vizioso: i siti ne parlano, voi lo cercate e più lo cercate più loro, noi, ne parlano, aumentando l’indolenza degli iPhone-immuni, sempre se ce ne sono ancora.
Quelli che sopravvivono benissimo con il loro cellulare 1.0 che, incredibile, telefona e manda messaggi. Quelli che controllano la mail (90% spam) da casa o dall’ufficio e navigano il Web da seduti: che brutta razza, in via di estinzione, forse andrebbe abolita per legge.
E il materiale aumenta, molto spesso anche se non ce n’è. Se nel titolo non compare la parola iPhone o se arriva un Feed senza che si parli di questo, non lo si prende nemmeno in considerazione, si passa avanti, si salta a un altro sito che ne parla diffusamente. Ricordo anni fa quando Nokia recitava una parte simile, non identica ma simile. Internet non era così diffusa come oggi e quando si parlava dei prodotti del colosso finlandese l’audience aumentava non poco.
Oggigiorno, da qualche mese a questa parte, è impossibile non parlare di iPhone, come Studio Aperto non può fare a meno di parlare di veline, letterine, attricette, soubrette, starlette altrimenti gli ascolti non decollano. E’ una basilare legge di mercato: offrire quello che viene richiesto, molto semplice. E’ poi tutti a lamentarsi se se ne parla troppo ed escono speculazioni e fantasie impossibili.
Che sia vero o finto, che se ne parli bene o male l’importante è che se ne parli: attenzione però, tropo iPhone ci ucciderà e ucciderà la nostra voglia di guardare oltre, di informarci su tutto il resto: dopotutto là fuori c’è un mondo che va avanti, anche senza di lui.
Ma te sei veramente fuori di testa. Usi sempre tutta questa retorica o è solo un eccezione? Se non ti interessa una cosa, in questo caso l'iPhone, se pensi che se ne parli troppo, cosa ne parli a fare tu? Alimenti un circolo vizioso che ti disturba. Capisci il paradosso? Chi comprerà l'iPhone è un deviato? Uno che non vede un mondo che va avanti? Sveglia....
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alle 09:40
Maxx
No non è questo il senso del discorso. Se la uso sempre: sì, lo faccio sempre. Il circolo vizioso è parlarne per la necessità di parlarne da parte di chi lo fa e la voglia, anche indotta, nel leggere da parte di chi legge. Non mi disturba affatto farlo, lo faccio da parecchi anni e mi piace.
Chi compra o ha già comprato un iPhone non è nè deviato nè altro, è avanti per molti aspetti. Solo non vorrei, nel mio piccolo e visto che lo posso fare, che si esagerasse nel farlo, perdendo di vista molte altre cose.