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iPhone vietato possederlo e utilizzarlo. Nessuna soluzione al batterygate

Domenica 4 Dicembre 2011, 11:21 in News, iPhonemania di

La Siria proibisce la detenzione, l'utilizzo e l'importazione di iPhone per non documentare o alimentare la rivolta: il tramonto è vicino?

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No tranquilli, il provvedimento riguarda un solo, particolarissimo, Paese nel mondo. Cosa succederebbe se la cosa fosse vera per gli oltre 100 milioni di dispositivi in tutto il pianeta? Ci sarebbe quanto meno una rivoluzione. Ed è proprio per scongiurarla che si parla di iPhone ancora, come sempre, sugli scudi. Come detto non sono le novità, o presunte tali, su iPhone 5 a tenere banco per una volta.

Si parla del melafonino in una doppia accezione negativa, sebbene in due misure completamente diverse tra loro. La prima concerne il governo della Siria dove Assad ha espressamente vietato il possesso e l'utilizzo del telefono di Apple. La potenza della multimedialità e della socialità di questo terminale che ne è il simbolo più di ogni altro è molto scomoda al regime siriano che crede, in questo modo, di poter mantenere una sorta di controllo su quella che potrebbe essere una "primavera siriana".

Foto, video e documentazione di quella che è la delicatissima situazione in quel Paese che non si vogliono rendere noti nel resto del mondo, arginando l'utilizzo di uno strumento che grazie alle proprie potenzialità, legate a quelle delle Rete, potrebbe nuocere gravemente allo status quo. La storia ci ha insegnato che l'epilogo potrebbe, prima o poi, essere ben diverso.

Seconda notizia negativa, ben più leggera della precedente, riguarda la iOS 5.1 per adesso presente come beta nei cellulari degli sviluppatori. Purtroppo pare che nemmeno questa, per il momento, riesca a risolvere l'intricato rebus della batteria, conosciuto ormai come batterygate, che affligge i terminali aggiornati alla iOS 5.

Molto complicato andare a rovistare nel software stracolmo di funzioni e possibilità per isolare la causa del problema. Certo è che la miriade di funzioni presenti, così come vengono utilizzate ora, richiedono un quantitativo di energia davvero considerevole, cosa che di fatto permette alla batteria di sopravvivere per (toppo) poche ore.

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