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Canone RAI per smartphone e computer fumata nera grazie alla Rete?

Giovedì 23 Febbraio 2012, 14:26 in News di

Canone RAI sugli scudi: ce la faranno i nostri eroi a farlo pagare anche a smartphone e computer? Monta la protesta in Rete

RAIcanonesmartphone

In principio erano le Radio Audizioni Italiane, quella che conosciamo comunemente come RAI, per la quale paghiamo un canone annuale. Chiunque possegga una televisione, una volta all'atto dell'acquisto era necessario fornire le proprie generalità, è tenuto a versare la tassa ogni inizio anno.

Tutto bene, o quasi, fino a qui. Il marasma si è generato quando la richiesta del canone - in virtù di acrobazie legislative e interpretazioni di antichi decreti, regi peraltro - si stava per estendere a computer e cellulari, mezzi comunque atti o adattabili a ricevere le radioaudizioni, come si è previsto con lungimiranza nel 1938.

Apriti cielo: la protesta contro l'antipatico - anche per le modernissime smart TV, figuriamoci per tutto il resto - canone è scoppiata con tutta la sua contagiosa capacità diffusiva dalla Rete 1.0 ma anche da quella 2.0 e anche 3.0, quella sociale per capirci, coinvolgendo il buon vecchio Facebook ma anche l'avanzante Twitter. 

Tutti contro la RAI, rea di voler più di quanto già non abbia, essendo di fatto un TV commerciale che impiega i suoi fondi, i fondi pubblici, con discutibili spese e ingaggi non sempre condivisi dal grande pubblico.

Per fortuna pare che adesso da Viale Mazzini si sia innestata la retromarcia e il canone non sia più richiesto a coloro i quali utilizzano i nuovi media per lavoro o divertimento, ma non si sognerebbero mai di guardarci la TV, al contrario, vorrebbero lasciarsela alle spalle. Tutto bene, per il momento, ma non escludiamo che le schermaglie non siano che all'inizio.

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